La chirurgia minimamente invasiva si basa su varie apparecchiature di imaging visivo e su strumenti chirurgici avanzati e maneggevoli. È un metodo chirurgico in cui strumenti o farmaci vengono inseriti nel tessuto malato con un trauma minimo (senza incisioni cutanee, solo mediante aghi di puntura), e sul quale viene effettuato un trattamento fisico, meccanico o chimico.
Con il rapido sviluppo degli strumenti chirurgici e delle tecnologie di imaging e visualizzazione, il concetto di chirurgia minimamente invasiva si è ampiamente esteso dalla chirurgia laparoscopica e toracoscopica tradizionale a vari tipi di chirurgia interventistica minimamente invasiva guidata da immagini. La chirurgia interventistica minimamente invasiva è stata ampiamente utilizzata grazie alle sue caratteristiche di basso trauma, rapido recupero e basso rischio, ed è gradualmente diventata una parte importante della medicina clinica.
Nell'attuazione della chirurgia minimamente invasiva, la chiave sta nel posizionare con precisione lo strumento chirurgico interventistico nella posizione target attraverso l'operazione di puntura. Tuttavia, l'operazione tradizionale guidata da immagini presenta i seguenti problemi:
① Dipendenza dall'esperienza: I medici sono tenuti a svolgere molti esercizi e attività pratiche. Spesso i giovani medici devono affrontare un periodo di formazione più lungo prima di acquisire tecniche di puntura mature e stabili;
② Precisione insufficiente: L'accuratezza dell'operazione a mano libera dipende spesso dalla competenza tecnica e dalla stabilità del medico operatore;
③ Danni operatori e aumento delle radiazioni: Ripetute regolazioni durante l'operazione e il processo di scansione delle immagini aumentano i danni correlati all'operazione e le radiazioni sia per i medici che per i pazienti;
④ Affaticamento operatorio: Un'operazione prolungata provoca affaticamento dell'operatore e riduce l'efficienza e la stabilità dell'intervento.


