Negli ultimi anni, la tecnologia dei robot per punture si è sviluppata rapidamente; si tratta di una nascente tecnologia di navigazione per punture che integra tecnologia informatica, tecnologia di imaging e robotica. Essa ha dimostrato un grande potenziale nella soluzione dei problemi legati all'insufficiente precisione della chirurgia minimamente invasiva, all'eccessiva esposizione alle radiazioni e alla fatica operatoria.

La tecnologia robotica per punture rappresenta una frontiera di ricerca che combina il campo della robotica con quello della chirurgia medica, ma è ancora in fase embrionale e viene utilizzata clinicamente solo in alcune discipline. Pertanto, questo articolo esaminerà la panoramica del robot per punture, le sue applicazioni cliniche e i problemi ancora aperti relativi a questa tecnologia, oltre a esplorare le prospettive future dell'utilizzo di questa tecnologia nel trattamento interventistico minimamente invasivo del dolore cronico.

I robot medicali si riferiscono a vari dispositivi robotici impiegati in chirurgia, formazione medica, riabilitazione, protesi e assistenza ai disabili. In base ai diversi destinatari, possono essere suddivisi in robot medicali e chirurgici, robot per la riabilitazione e robot per l'assistenza agli anziani e ai disabili. Il robot per punture, come una delle branche dei robot chirurgici medicali, è un robot medico dedicato alla chirurgia minimamente invasiva. Generalmente è composto da quattro parti: un braccio robotico, un dispositivo di imaging, un sistema di localizzazione spaziale, una postazione di lavoro e il software corrispondente.
Il processo operativo del robot per punture segue generalmente i tre principi di "percezione/ragionamento/operazione", ovvero tre fasi: modellazione, pianificazione ed esecuzione.

La fase di modellazione serve principalmente al dispositivo di imaging per raccogliere immagini mediche TC, RM e altre, e utilizzare software per effettuare un'elaborazione di ricostruzione tridimensionale, presentandole poi al medico sotto forma di immagine stereoscopica, così da consentire al medico di identificare con maggiore precisione l'obiettivo della lesione; nella fase di pianificazione, il sistema di localizzazione spaziale collega il robot, l'immagine e il paziente, determinando la strategia chirurgica corrispondente; nella fase di esecuzione, si attua la strategia chirurgica stabilita grazie alla trasformazione spaziale del sistema chirurgico e al monitoraggio degli strumenti chirurgici.
