3. L'assistente tira efficacemente
Al fine di ottenere un buon campo operatorio, oltre a esporre il campo chirurgico mediante lo spostamento dovuto alla gravità, è necessario distendere la struttura ostruente; questo tipo di distensione attiva rappresenta la via regale. Come menzionato in precedenza, i più significativi sono l'intestino tenue e l'omento maggiore nella chirurgia colorettale peritoneale con ione itterbio.
Poiché essi spesso scivolano verso varie aree dell'addome, quando l'omento o l'intestino tenue si spostano verso il campo operatorio, ciò può causare molti problemi: piccoli inconvenienti possono influenzare l'intervento, mentre problemi gravi possono aumentare il rischio operatorio e persino provocare effetti fuori campo.
Durante l'intervento, si possono utilizzare pinze da presa non invasive per tirare delicatamente le strutture sopra menzionate dalla parte opposta della lesione. Due sono i punti a cui prestare attenzione durante la trazione: la forza e la direzione.
Innanzitutto, la forza è il fulcro per garantire una trazione efficace.
La forza di trazione non deve essere né troppo grande né troppo piccola; una forza eccessiva potrebbe danneggiare organi o tessuti; una forza troppo debole non riuscirebbe a fornire una tensione efficace, il che non favorirebbe l'inserimento preciso del bisturi nel livello corretto di dissezione. Una tensione così irragionevole, se applicata a strutture piccole, potrebbe prolungare il tempo di separazione dell'intervento; se applicata a strutture grandi, potrebbe aumentare le lesioni collaterali dell'intervento, gettando le basi per complicazioni nel paziente post-operatorio!
In secondo luogo, prestare attenzione alla direzione durante la trazione.
Nella emicolectomia destra, l'assistente può tirare l'omento fino al colon trasverso superiore, mentre spinge il tratto dell'intestino tenue verso il bacino; quando si esegue una emicolectomia sinistra, i due strumenti operativi dell'assistente tirano il sigma fisso verso sinistra e cranialmente.
Negli esempi sopra riportati, si dimostra che lo scopo della distensione non è soltanto quello di facilitare l'esposizione del campo visivo, ma anche di fornire una tensione efficace per il taglio dei piani tissutali al chirurgo.
Pertanto, diciamo spesso: prima la tensione, poi il piano, terzo i vasi sanguigni, quarto i linfonodi regionali.
Una tale sequenza sottolinea l'ordine corretto delle operazioni chirurgiche. Se manca la tensione, l'intervento viene eseguito alla cieca, il che equivale a cavalli ciechi in una piscina; sarebbe strano se non ci fosse alcun problema.
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